CHIESE DI HALMAGIU, CIMITERI

         CHIESE DI HALMAGIU

         Sul presente territorio di Hălmagiu, oltre le chiese attuali, sono ricordate le tracce di alcune vecchie chiese. La piů vecchia traccia segnalata č quella del cortile dell'attuale Ente Culturale dove si vede un rialzo sotto il quale giacciono rovine sulle quali sono piantati abeti. Alla fine del XIX secolo lo storiografo Marky Sandor scriveva:

         Per il restauro della pittura interna e la sistemazione del museo della chiesa si prega quelli che possono dare un aiuto finanziario di contattare direttamente la chiesa all'indirizzo :
"Biserica ortodoxa Halmagiu,
317160 Halmagiu, jud Arad- Romania"
oppure
chiedete informazioni al webmaster di questo sito
e-mail

         "Nel cortile di un signore (terriero n.n.) di Hălmagiu si possono vedere ancora e riconoscere chiaramente le rovine di una vecchia chiesa romena, che fu costruita in stile bizantino. L'altare era verso oriente e l'ingresso verso occidente. Il fatto stesso che fosse stata costruita in stile bizantino le dŕ un'etŕ anteriore al XIV secolo." (Vedi NOTA 1)

         L'autore di questa segnalazione sosteneva che il lato della chiesa era di 27 metri in lunghezza, la larghezza interna di 9 m, lo spessore delle pareti di 80 cm e che essa rappresentava la sola chiesa di tipo bizantino nell'attuale territorio del distretto di Arad. Altre prove, né materiali, né scritte, si sono poi aggiunte. Non si sa quando e in quali circostanze fu distrutta. Per questo motivo la segnalazione di Marky Sandor fu posta in dubbio e persino osteggiata. (Vedi NOTA 2)
         Perciň, sopra le rovine nel cortile dell'Ente Culturale aleggia un mistero che attende di essere chiarito.
         Sempre nel cortile dell'attuale Ente Culturale si č anche tramandata l'esistenza di una chiesa romano-cattolica (Vedi NOTA 3) che invece fu consumata dalle fiamme nella rivoluzione degli anni 1848/49.
         Ci fu nei tempi andati anche una chiesa protestante le cui rovine si potevano vedere nell'anno 1837. Non si conosce il luogo preciso dove fu costruita, ma si puň presupporre che era sul "Colle degli Ungheresi", nel luogo chiamato ora "Cripta", poiché fino al giorno d'oggi si dice che in quel luogo ci fu una chiesa attribuita, in modo errato, dalla tradizione locale ai turchi.

* [ voievod = nel medio evo indicava il sovrano della Valacchia (Tara Romaneasca) ]
* [ biserica voievodala = chiesa fondata da un sovrano della Valacchia ]


Le rovine della chiesa e del castello

La Cripta

La chiesa "voievodala"

         Gli scavi effettuati su quella altura, negli anni 1973/74, hanno portato alla luce una costruzione in pietra di alveo, di grandi dimensioni, con contrafforti, molto simile a una chiesa. Ma la chiesa piů vecchia esistente oggi č costruita nello stesso stile delle chiese dei comuni Ribita e Criscior, distretto Hunedoara, risalente con probabilitŕ al secolo XIV. Anche qui si sono effettuati grandi lavori per consolidare la costruzione, durante i quali si sono scoperti gli scheletri di sepolti all'interno e all'esterno della chiesa e anche nell'altare (sec. XVI), insieme ad oggetti e ornamenti di culto funerario.
         Alcuni ricercatori credono che la chiesa sia stata costruita sulla fine del secolo XIII (Vedi NOTA 5) e che la pianta tipicamente romanica, frequente nelle vecchie chiese del distretto di Hunedoara (Strei, Sântămăria-Orlea), l'elevazione sobria, con piccole finestre semicircolari, come pure il materiale con il quale fu costruita (pietra di fiume legata con malta di calce frequentemente utilizzata in epoca romanica), e anche l'iconostasi di pietra, perorano in favore della sua costruzione negli ultimi decenni del sec XIII.

* [ iconostas = catapeteasma = nelle chiese ortodosse parete che separa il luogo dell'altare dal resto ]

         La storiografia recente pone invece la data di costruzione della chiesa tra la fine del sec. XIV e l'inizio del sec. XV. (Vedi Nota 6)
         Gli scavi effettuati negli anni 1973/74 hanno permesso ai ricercatori di trarre la conclusione che la chiesa data, al piů tardi, dalla seconda metŕ del sec. XIV (Vedi NOTA 7) e che č una chiesa "voievodala" (Vedi NOTA 8). Quale "voievod" ne fu il fondatore ancora non si sa. Dati scritti che abbiano un legame con questa chiesa risalgono solo all'anno 1752, quando in Hălmagiu si lottava con forza contro l'unione della chiesa romano-cattolica, precisamente con la petizione indirizzata da parte dei romeni ortodossi del distretto di Hălmagiu al mitropolita serbo Pavel Nenadovici, 7 dicembre 1752:

* [ mitropolie = unitŕ amministrativa della chiesa ortodossa, superiore all'episcopato e inferiore al patriarcato ]
* [ provoslavnic = denominazione medievale per ortodosso ]
* [ arhiereu = denominazione generale per i gradi superiori del clero ortodosso ]
* [ vladicesc = episcopale ]
* [ ocŕ = vecchia unitŕ di misura per capacitŕ e peso ]

         "E ancora si trova in questa contrada fra i nostri abitanti non piccolo numero di anziani i quali nel tempo della incursione e del saccheggio e della vittoria turca, testimoniano, come uomini della nostra fede, che anche questa nostra chiesa sarebbe stata costruita da molto tempo immemorabile e sempre sarebbe rimasta intatta in mano nostra; almeno con molta cura e grande spesa l'avrebbero tenuta fino ad ora. I nostri "arhierei" "provoslavnici" la consacrarono con la loro funzione spirituale e con diritto come prima chiesa "vladiceasca" che hanno avuto in questo distretto, e anche in veritŕ si puň mostrare come una volta abbiamo dato ai turchi che si trovavano allora ad Ineu quattrocento talleri turchi, affinché non la rovinassero secondo il loro uso pagano, e ancor piů al comandante turco della rocca di Ineu che si chiamava Silgipasa. Un'altra volta, pregando di essere liberi di ricoprirla e di rinnovare la vecchia copertura abbiamo dato diciassette capri e quarantotto "ocŕ" di burro. E quando tra agitazioni e ristrettezze piů su ricordate l'abbiamo tenuta con l'aiuto di Dio questa nostra chiesa nemmeno sotto il giogo turco l'abbiamo perduta...".

         A questa chiesa sono legati avvenimenti memorabili degli halmageni e degli abitanti dei paesi all'intorno nelle lotte strenue che hanno sostenuto per la difesa della fede avita.

* [protopop = prete che conduce piů parrocchie ]
* [arhimandrit = priore di un grande monastero ]
* [uniati = chiese cattoliche orientali, in unione con la chiesa di Roma, pur conservando il rito ortodosso ]

         Ma, come si č mostrato nel capitolo riguardo alla storia della localitŕ, benché in seguito alle ricerche fatte dalla commissione composta dal consigliere aulico Martin Seeberg, dal locale giudice regio Emerisk Miske, dal "protopop" Avram Pop di Daia, dall' "arhimandrit" Moise Putnic e Wolfgang Cserey, fra il 12 e il 19 maggio 1754, si sia stabilito che la popolazione del distretto di Hălmagiu non passasse agli uniati, la commissione decise che la chiesa rimanesse in mano a quei 34 cittadini, costretti dall'amministratore Tatay Samumau a firmare l'atto di adesione all'unione, nel giorno del 10 dicembre 1751.
         Vani furono i tentativi degli abitanti, mediante memorie indirizzate al mitropolita serbo Pavel Nenadovici, di riconquistare questa chiesa, dato che l'imperatrice Maria Teresa aveva deciso che la chiesa rimanesse per sempre agli uniati, e vi rimase fino all'anno 1948, quando tornň di nuovo agli ortodossi (dopo 192 anni), in base all'atto di reintegrazione della chiesa romana.

* [nava = naos = navata, parte di mezzo tra l'altare e il pronao ]

         La chiesa ha la forma a navata rettangolare, con soffitto, altare quadrato a volta semicilindrica e campanile verso occidente.


La chiesa "voievodala"

         Le pareti della chiesa furono adornate con una bella pittura bizantino-paleologa simile a quelle delle chiese costruite nel secolo XIV del dipartimento di Hunedoara, con predominio del colore bruno rossiccio, con sfumature bianche, azzurre e verdi. Sopra questa pittura originale se n'č sovrapposta un'altra, attorno all'anno 1750, quindi, dopo il passaggio della chiesa agli uniati, la seconda pittura fu ricoperta con uno strato grosso di malta e con tinteggiatura, lasciando la chiesa senza alcun ornamento.
         Riguardo alla seconda pittura si sa che il 15 maggio 1755 gli halmageni ortodossi, insieme con il giudice Gheorghe Fărcas, il nobile Sida Daniel, Morar Gheorghe e Pîrva Adam, insieme con i "giurati" Târcus Mihai, Avram Lazăr, Irimie Petru e Stiop Lazăr, si rivolsero al vescovo Sinesie Jivanovici chiedendo fossero "ritornate" le spese fatte per la pittura della chiesa, cioč 170 zloti, poi ancora 200 zloti spesi per la riparazione del campanile, per le due campane e numerosi oggetti di culto (Vedi NOTA 8) ma la loro richiesta rimase senza esito.
         Essendo rimasta questa chiesa con pochi fedeli per due secoli, si rovinň non potendo essere curata. Nell'anno 1879 fu preda di un incendio provocato da un fulmine e fu riparata tra gli anni 1879-1897, quando le si aggiunse una torre all'entrata (Vedi NOTA 9), demolita poi nell'anno 1973.
         Nell'anno 1973 si affrontarono lavori da parte della commissione dei monumenti storici per la consolidazione della chiesa, ricerche archeologiche, lo stacco dello strato di malta dalle pareti della chiesa per riportare alla luce le pitture. In questa occasione si costatň che la pittura originale fu gravemente danneggiata quando fu ricoperta di malta. Alla data della registrazione fiscale nell'anno 1758 la chiesa all'interno era semplice, senza pitture e ornamenti, poiché il vecchio affresco era giŕ stato ricoperto con la calce (Ziridava nr. XVIII/1993) pag. 104 - Elena Rodica Colta).


Pittura in stato avanzato di degradazione

Vaghe impronte dell'affresco che adornava le pareti

Pittura

         Della serie di figure che hanno adornato l'interno della chiesa si sono conservate solo alcune in miglior stato fra le quali due alle finestre che volgono a mezzogiorno e una sulla parete verso mezzanotte. Questa rappresenta due giovani che dedicano la chiesa alla vergine Maria, patrona della chiesa, come Dormizione della Madre del Signore. L'uomo č dipinto con un mantello azzurro mentre la donna con un mantello giallo dorato. Si crede che questi fossero i fondatori della chiesa.
         Sulla parete verso mezzogiorno si vedono le tracce di una pittura soprannominata "La schiera dei principi", mentre nell'altare si vedono ancora due volti angelici con profilo femminile felicemente riuscito.
         Sempre in occasione dei lavori negli anni 1973/74 si sono scoperte le finestre originali e una porta in stile gotico nella parete verso mezzogiorno, alta 1,90 m e larga 0,90 m. Si crede che la porta rappresenti l'ingresso principale della chiesa.
         Dopo questa data tanto la chiesa come il campanile furono ricoperte da tavolato in forma di lastre sottili (sindrila), ma i lavori di decapaggio delle pitture dallo strato di intonaco furono sospese. Si aspetta con grande interesse la continuazione dei lavori e la decifrazione di alcune iscrizioni che potrebbero fornire nuovi e interessanti dati in relazione alla data esatta della costruzione della chiesa e, forse, la conoscenza dei suoi fondatori.
         Certo č che, attualmente, questa chiesa si presenta come il piů vecchio monumento architettonico di queste parti e una prova di un alto livello di vita artistica e culturale nel medio evo, come pure una presenza romena permanente.


L'interno della chiesa attuale

Il Giudizio universale

L'interno della chiesa ortodossa
         LA CHIESA ATTUALE

         In seguito alla disposizione dell'imperatrice Maria Teresa di consegnare la vecchia chiesa agli uniati, non rimase nient'altro da fare agli ortodossi, in quei tempi veramente difficili, che costruire un'altra chiesa. Cosě tra gli anni 1755-1757, gli halmageni e i lestioreni, insieme con i mercanti ANDREI, IACUBOVICI, sua moglie MARIA, con il "cneaz" STEFAN (ISTOC) PIRVA, costruirono la chiesa attuale.

* [ cnezat = nel medio evo, forma di organizzazione politica di tipo statale, fondata sull'autoritŕ di un cneaz ]

         Ma, siccome ogni chiesa ha la sua leggenda, anche questa ha la seguente:

         "Si dice che la mattina di Pasqua dell'anno 1755, volendo gli ortodossi festeggiare la risurrezione e non sapendo dove andare si diressero verso il cimitero, che si apriva nel luogo della chiesa attuale. Quella mattina il "cneaz" Stefan Pârva scorse una fiamma azzurra sopra un luogo. La credenza popolare di quel tempo era che nella mattina della risurrezione bruciassero i tesori nascosti sotto terra, con fiamma azzurra e chi fosse stato degno di vedere tale fiamma, giungendo al luogo dove ardeva, prima che si spegnesse la fiamma azzurra avrebbe trovato il tesoro. Con questi soldi e con quelli dei due commercianti č incominciata la costruzione della chiesa attuale." (Vedi NOTA 11)

         Testimonianze scritte del fatto che costoro sono i fondatori della chiesa si trovano anche nel suo interno, precisamente sulla parete sinistra del Naos; dopo la messa a nudo della pittura originale nell'anno 1967 si č trovata dipinta una croce con la seguente iscrizione in lettere cirilliche: "Qui riposa il servo di Dio Istoc Pîrva morto nell'anno 1756". L'iscrizione e la croce si possono vedere anche oggi. Sempre su quella parete c'erano anche due croci dipinte ma le loro iscrizioni furono distrutte nel momento del distacco dello strato di malta che le ricopriva. Nell'altare, sulla parete sinistra della "proscomidia", era fissata una lastra bianca con il seguente testo scritto con lettere cirilliche e latine: "A RICORDO DEI FONDATORI ANDREI IACUBOVICI E SUA MOGLIE MARIA E ISTOC PÎRVA 1757." Anche questa lastra fu distrutta per disattenzione. Queste iscrizioni dimostrano, senz'ombra di dubbio, che nel momento in cui furono fatte e furono sepolti quei defunti, la chiesa era giŕ costruita.

* [ proscomidia = luogo e parte della liturgia dove il sacerdote prepara il pane e il vino ]

         Ma esistono altre prove che confermano i nomi dei fondatori: sotto gli scranni della parte sinistra del Naos c'č la tomba di Andrei Iacubovici, deceduto nell'anno 1766, poi quella di sua moglie Maria, sotto l'armadio dei tutori; invece le iscrizioni fatte sugli scranni di quella parte del Naos sono scomparse nell'anno 1940, quando fu sostituito l'intero mobilio vecchio della chiesa (vedi NOTA 12). All'esterno dell'altare si vede dipinta una croce sulla parete in ricordo del "servo di Dio PETRU" e sulla parete esterna verso mezzogiorno sono dipinte anche cinque croci, incluse iscrizioni con lettere cirilliche difficili da decifrare.
         Tutti quei defunti riposano le loro ossa nella chiesa o sotto le sue pareti, per l'eternitŕ, come in certe grandi chiese o monasteri del nostro paese.
         La chiesa ha la forma di navata ed č costruita in stile barocco semplificato, dato che i suoi costruttori a quel tempo non avevano la possibilitŕ materiale per una costruzione piů imponente.
         Siccome la vecchia chiesa aveva come dedica "Dormizione della Madre del Signore" le menti illuminate di quel tempo decisero che la dedica della nuova chiesa fosse "Nascita della Madre di Dio", cioč una grande speranza per quei tempi e per quelli che verranno.
         La pittura della chiesa fu affidata a GHERGHE e RADU, come attesta l'iscrizione con lettere cirilliche sulla "proscomidia" dove si puň leggere il testo: "Pomeni gospodi zugravi Gheorgh si Radu"."
         Bisogna dire che Gheorghe era di stirpe transilvana mentre Radu era valacco. La fratellanza di questi maestri pittori ha un significato storico poiché dimostra i legami solidi dei romeni nella metŕ del secolo XVIII, benché fossero separati da frontiere artificiali in differenti province dominate da potenze straniere. Da questo punto di vista la chiesa di Hălmagiu rimane e deve essere conservata come valido e importante monumento storico.

* [sindrila = tavoletta di legno di abete, sottile e stretta ]

         All'inizio la chiesa fu ricoperta con "sindrile", mentre il campanile con tavole, secondo le consegne del "protopop" Cornel Lazăr, ma dall'anno 1896 la copertura di "sindrile" fu sostituita con tavole sull'intera chiesa. (vedi NOTA 13). Ancora non sappiamo per iniziativa di chi, ma nell'anno 1867 la chiesa fu sottoposta a un grande rinnovamento, con la quale occasione le pareti furono alzate di 80 cm, le porte e le finestre furono ingrandite, ma con la distruzione della volta si perse anche la pittura che probabilmente c'era sopra. In quell'occasione si č costruito il "coro", sostenuto in mezzo da un pilastro di ferro con quattro spigoli, lavorato da fabbri del posto. Sulla pittura fatta dai maestri Gherghe e Radu si stese uno strato di malta, ad eccezione di quella sull'iconostasi, eseguita nello stile bizantino, sulla quale si sovrappose una pittura ad olio, eseguita nello stile classico decadente.


Proscomidia

Porta della chiesa

Pittura

         La pittura iniziale

         In seguito allo scoprimento degli affreschi, come conseguenza dell'azione intrapresa dal "protopop" parroco Petru Bejan (nell'anno 1967) si č costatato che l'arrangiamento iconografico č fatto secondo l'uso della chiesa ortodossa.

* [ chenar = margine colorato di una superficie ]

         La galleria inferiore č formata dalle figure dei santi, degli uomini pii, degli "arhierei" e dei martiri. Lo zoccolo della chiesa, tutto intorno, ha un "chenar" fino all'altezza di 80 cm, che rappresenta linee spezzate di colore rosso, bianco e nero. Sulle pareti ad occidente, nel pronao, sono dipinti due quadri che rappresentano, uno l'inferno, l'altro il paradiso.
         L'inferno č rappresentato sull'intera porzione della parete, dall'ingresso fino all'angolo, sopra un fondo rosso scuro, cupo, che ha come figura centrale la "bilancia della giustizia" tenuta da un arcangelo, mentre dalla parte opposta un diavolo tenta di cambiare la bilancia, ma č fermato da un altro arcangelo che lo punge con un tridente. Piů avanti c'č una bocca enorme di drago, aperta, verso la quale si dirigono i condannati, condotti da un diavolo con la frusta in mano. Tra i dannati si trovano: la donna senza figli, la donna dissoluta, uomini con peccati diversi, come: quelli che non vanno in chiesa, quelli che badano agli incantesimi e seminano discordia tra gli uomini, il mugnaio disonesto, l'uomo che mastica tabacco, quello che infrange la legge, che bestemmia o parla male degli altri, ecc.
         Sull'altra metŕ della parete č dipinto il paradiso, l'eden, ma luminoso. Si incomincia con un gruppo di apostoli, primo di tutti San Pietro che tiene in mano una chiave con la quale apre la porta, poi il buon ladrone crocifisso alle destra di Cristo, che si dirige con la croce sulle spalle verso il giardino del paradiso passando per il "Seno di Abramo".
         Sopra questi due quadri si trova, nella seconda galleria, un grande quadro che occupa l'intera parete e che rappresenta "il giudizio finale", un tema spesso usato nel medioevo e con il quale si chiude la pittura di tradizione medievale (Vedi NOTA 13).
         Sulle pareti laterali sono raffigurate, in affresco, scene delle sofferenze di Gesů Cristo, e sulle pareti verso mezzanotte sono dipinte, con grande maestria, i ritratti degli imperatori Costantino ed Elena, in grandezza naturale. Gli affreschi sono eseguiti in stile "brâncovenesc" da parte di due pittori. RADUL DASCALUL ha dipinto, a Curtea de Arges, la vita della santa Filofteia, ma la sua piů riuscita realizzazione č "Il giudizio finale" della chiesa di Hălmagiu. (Ved NOTA 14).
         Tutte le figure sono eseguite con una maestria artistica perfetta che dŕ l'impressione di una realizzazione recente, attraverso un cromatismo sobrio basato, come in tanti monumenti transilvani, sugli effetti delle terre rosse.
         Nell'altare si trovano due gallerie di quadri, fra i quali i meglio riusciti sono quelli che rappresentano Cristo nel Giardino del Getsemani, poi la lavanda dei piedi e l'ultima cena. Qui i colori sono piů mistici e rendono una maggiore interioritŕ. In conclusione, si puň dire che questa pittura vecchia di duecento anni, si caratterizza per la precisione del disegno, l'armonia dei colori e la resa plastica dei personaggi; inoltre, il fatto che dopo la liberazione dalla malta si presenta come una realizzazione recente, ci dimostra l'alto livello tecnico e la qualitŕ scelta dei materiali usati dai pittori.
         Per quanto riguarda il valore artistico e storico degli affreschi siamo in grado di citare l'apprezzamento fatto dal Consiglio delle Arti Plastiche di Bucarest, il quale con la risoluzione nr. 35296/703/1968, trasmessa al Dipartimento dei Culti, afferma:
         "Dalle ricerche effettuate sul campo dai nostri delegati risulta che la pittura in affresco, portata alla luce, si mantiene in buono stato e rappresenta un'opera di chiaro valore artistico, fatto che giustifica pienamente la continuazione dell'azione di porla nel giusto valore" (Vedi NOTA 15)

* [ tâmplă = iconostasi ]

         La pittura sull'iconostasi fu fatta insieme a quella delle pareti laterali, ma invece di ricoprirla con la malta, nel secolo scorso vi si sovrappose una pittura ad olio che si vede a tutt'oggi. Il lavoro si fece nell'anno 1867 con la spesa dell'onorato fondatore IOAN SABAU, come si puň leggere sulla parete vicino alla porta sinistra di entrata all'altare. E' eseguita in medaglioni rettangolari che sembrano incollati alla parete dell'iconostasi, mentre lo spazio fra essi č dipinto con colore semplice ad olio ad imitazione del marmo.
         Le pitture sono disposte in quattro gallerie e rappresentano i dieci profeti, la nascita, il battesimo, il sacrificio, l'ultima cena, la risurrezione, l'ascensione, la discesa dello spirito santo, la Nascita della Madre di Dio (che č la dedica della chiesa), la cena degli Arcangeli, ecc. Si possono vedere anche alcune pitture su tela, molto meglio riuscite, eseguite in stile scolastico decadente da parte del pittore di Timisoara Ioan Demetrovici nell'anno 1867. Sono rimaste anche alcune pitture non ricoperte di un particolare valore artistico che rappresentano lo stile rinascimentale, con influsso bizantino. Infine, per conoscere il valore di tutte le pitture della chiesa con la dedica "La Nascita della Madre di Dio" di Hălmagiu, chiesa che figura nella lista dei monumenti storici sotto il nr. 178, citiamo l'apprezzamento del pittore restauratore Nicolae Stoica di Bucarest, posto sul preventivo fatto per la messa in luce e il restauro delle vecchie pitture:

         "Data la qualitŕ artistica degli affreschi dell'interno della chiesa e delle pitture sull'iconostasi, la chiesa della "Nascita della Madre di Dio" di Hălmagiu acquista un'importanza particolare. La mano sapiente del restauratore porterŕ alla luce le vecchie pitture, che stanno per ora nascoste sotto lo strato di malta e calce" (Vedi NOTA 16)

         La pittura sulla volta

         Nel preventivo fatto dal pittore restauratore Avachiaan Arution di Bucarest e firmato dal pittore restauratore Stoica Nicolae, era previsto che dopo la liberazione degli affreschi dallo strato di malta, si eseguisse sulla volta una pittura "a tempera". In seguito a queste disposizioni, nell'autunno del 1970 si eseguě una pittura anche sulla volta della chiesa. Il lavoro fu fatto in stile bizantino, con ombre e linee ridotte per non mettere in ombra gli affreschi delle pareti laterali. L'autore della pittura č Trăsculescu Gheorghe, în base all'autorizzazione ricevuta da parte della Commissione di pittura ecclesiastica, con avviso nr. 1470/17 febbraio 1970 della Direzione dei monumenti storici. Bisogna osservare il fatto che la pittura della volta riproduce, in modo inutile, molte scene che si trovano anche sulle pareti laterali, ma i materiali con cui si č lavorato sono di qualitŕ scadente cosicché attualmente sono apparse screpolature e persino distacchi della pittura. E' necessario rifare le pitture sulla volta, nella quale occasione bisogna restaurare anche le pitture delle pareti laterali.
         Il costo della pittura sulla volta č arrivato alla somma di 33.300 lei ed č stato sostenuto dal Dipartimento dei Culti, dal Patriarcato romeno, dall'Episcopato di Arad e da gente del posto.

         Altri dati sulla chiesa

         Attualmente la chiesa ha due campane. Sulla campana piů grande si sa che fu comprata nel 1830 con i soldi raccolti da una colletta di persone del posto, poi siccome crepň si fuse di nuovo nell'anno 1867 a Timisoara. (Vedi NOTA 17)
         Nell'anno 1873 si comperň la seconda campana e fu istallato nella torre della chiesa un orologio, con un quadrante per ogni lato della torre e il quinto nella chiesa, sopra il coro, come si puň costatare anche attualmente. Bisognň cedere la campana maggiore nell'anno 1917 per le necessitŕ dell'armata austro-ungarica; fu portata via da Hălmagiu e trasformata in proiettili da cannone. Gli abitanti piů anziani sostengono che prima di essere calata dalla torre, quella campana fu battuta di continuo un giorno e una notte. Cosě la chiesa č rimasta con sola la campana piů piccola fino all'anno 1924 quando si comperň l'attuale campana grande.


Chiesa

         I protopopi della chiesa ortodossa di Hălmagiu

         Incominciando con il secolo XVIII i "protopopi" della chiesa ortodossa di Hălmagiu hanno svolto anche un grande ruolo nazionale, essendo le sole guide della popolazione oppressa dalla dominazione straniera, dopo la scomparsa dei "cnezati" e l'instaurazione del potere austriaco in questi luoghi, e poi hanno patrocinato le scuole nel "protopopiato" retto da loro, svolgendo anche la funzione di ispettori scolastici.
         Dalla galleria dei "protopopi", che si sono potuti conoscere, incominciando dall'anno 1750, enumeriamo:

  • 01. SIMION POPOVICI (1750). E' passato all'unione con la chiesa romano-cattolica, in seguito agli allettamenti e poi alle pressioni esercitate sopra di lui.

  • 02. ADAM POPOVICI (1763-1781, 1792). E' ricordato in una iscrizione sul Testamento Nuovo di Bălgrad, come proprietario di quel libro e "protopop" di Hălmagiu.

  • 03. ARSENTE ADAMOVICIU (1801-1804). E' attestato nell' "Adunarea Cazaniilor", libro che fu comperato e portato da Arad con i soldi della chiesa da parte del "răposatul protopop Arsenie".

  • 04. NICOLAE POPOVICIU (1804-1809) "namestnic", cioč amministratore.

  • 05. NICOLAE ADOMOVICI (1813-1836).

  • 06.ARSENIE ADOMOVICI (1836-1849). Nell'anno 1833 č ricordato nel registro dei battezzatori come "namestnic". Dal 9 Dicembre 1849 e fino al 28 luglio 1855 fu "protopop" di Beius. E' sepolto di fronte all'altare della chiesa ortodossa di Hălmagiu: se ne puň vedere ancor oggi la croce.

  • 07. PETRU MOLDOVAN (1850-1866). Fu anche il fondatore delle scuole moderne di Halmagiu e delegato alla presentazione del memorandum dei "Zarandeni" a Vienna, nell'anno 1861.

  • 08. IOAN MUNTEANU, "senior/prototop" dei Buteni, ha amministrato anche il "protopopiat" di Hălmagiu negli anni 1866-1868.

  • 09. IOAN GROZA, senior (1868-1901). Nell'anno 1901, ha il titolo di "referente consigliere di Oradea". E' sepolto nel cimitero ortodosso di Hălmagiu, con monumento funerario di marmo.

  • 10. Dr. IOAN GROZA junior, figlio di Ioan Groza (1901-1904). Appare dapprima come "protopop" nel registro dei defunti in data 18 Ottobre 1901. E' deceduto all'etŕ di 46 anni ed č sepolto accanto a suo padre. 11. IOAN GEORGIA, "protopop" dei Buteni, amministra Hălmagiu negli anni 1904-1905.

  • 11. IOAN GEORGIA, protopop al Butenilor, administrează si Hălmagiu între anii 1904-1905.

  • 12. CORNEL LAZĂR (1905-1931). Fu un grande patriota. Ha participato al grande raduno nazionale ad Alba Iulia del 1 Decembrie 1918, come delegato da parte dell'episcopia di Arad.

  • 13. STEFAN BOGDAN (1932-1962). Ha svolto la funzione di "protopop" di Hălmagiu fino all'anno 1950, quando questo "protopopiat" fu soppresso, e ha svolto le funzioni di parroco fino al 27 febbraio 1962 quando fu trasferito ad Arad, dove morě in quell'anno.


  • Stefan Bogdan 1962

    Petru Bejan

    Iosiv Boita 1974

    Viorel Nan si familia

             Preoti parohi

  •          01. PETRU BEJAN, (27 febbraio 1962 - ottobre 1974). Aveva il grado di "propopop".

  •          02. IOSIV BOITA (novembre 1974 - ottobre 1980).

  •          03. VIOREL NAN (ottobre 1980 fino ad ora).

  •          Accanto ai "protopopi" la chiesa ortodossa di Hălmagiu ha avuto anche diaconi cerimoniali, fra i quali il piů vecchio conosciuto dai documenti fu Ioane Varga, ricordato nell'anno 1851, essendo anche maestro. E' seguito Arsenie Târcus, prete nel villaggio Leasa e diacono cerimoniale ad Hălmagiu fino all'anno 1902 quando fu sostituito da Eneia Joldea, fino al decesso dell' 8 febbraio 1938. Con lui si chiuse la serie dei diaconi.

             Il museo della chiesa

             Per conservare vecchi oggetti di culto in buone condizioni e per presentarli a coloro che desiderano conoscerli, insieme con il passato e la storia delle chiese di Hălmagiu, si č sistemato un museo formato da oggetti di culto, vecchie pubblicazioni, icone su vetro e tela, manoscritti e manuali teologici.
             Il museo, creato nell'anno 1968, a cura del "protopop" Petru Bejan, č installato in due camere della vecchia casa parrocchiale e comprende in ordine di antichitŕ le seguenti pubblicazioni:

  • 1. Triodion dell'anno 7234 dalla creazione.

  • 2. Triodion dell'anno 1731.

  • 3. Antologhion dell'anno 1737, Apostol e Molitvelnic, stampato nell'anno 1749 a Râmnic e un Ceaslov, stampato nell'anno 1833, a Brasov.

  • 4. Ohtoic, dell'anno 1750.

  • 5. Antologhion dell'anno 1766.

  • 6. Penticostar dell'anno 1766 e Catavasier dell'anno 1776.

  • 7. Strasnic del secolo XVIII e Mineurile I-VIII, sempre del secolo VIII.

  • 8. Evanghelii dell'anno 1776 e Adunarea Cazanilor, dell'anno 1793.

  •  

             Del secolo XIX si trovano poi le seguenti pubblicazioni: Apostoli, 1808, Propovedanii la îmormântarea oamenilor morti, 1837, Ceaslovul, 1853, Tâlcuirea evangheliilor, 1833, Cuvăntări bisericesti, 1847, Mineiele, IV, V, VI, VII, 1854, Kiria Kodromion, 1855, Ohtoic, sec. XIX, Revista Bisericii Ortodoxe Române, 1891, Triodion, 1897, etc.
             Su alcuni libri si trovano diverse annotazioni, in lettere cirilliche, fino all'anno 1860, poi in lettere latine, riguardo agli avvenimenti piů importanti e lo stato del tempo.
             Le piů vecchie icone di questo museo sono quelle dipinte su legno nell'anno 1809, seguite da quelle d ell'anno 1833, chiamate "prăznicare". Dell'anno 1858 sono alcune icone dipinte su tela e quelle dell'anno 1867, eseguite dal pittore di Timisoara Ioan Demetrovici, pagato da Ioan Sabău.
             Similmente, si trova pure una bella collezione di icone dipinte su vetro, a partire dall'anno 1839. Sempre in questo museo si trova una lancia usata nella rivoluzione degli anni 1848/49. poi articoli vecchi di vestiti locali, vasi di ceramica e vasi di legno, usati dalla gente del posto nei battesimi, matrimoni e funerali.


    Icone vecchie

    Oggetti da museo

    Il museo della chiesa in rinnovamento
             Per mancanza di uno spazio piů grande che permetta l'esposizione degli oggetti in ordine d'importanza e di antichitŕ, dobbiamo salutare benevolmente la creazione di questo museo, su ispirazione del diligente "protopop" parroco Petru Bejan, museo che potrebbe essere completato con uno storico-etnografico di proporzioni piů grandi.


    Uomini davanti alla chiesa

    Consiglio parrocchiale 1967

    Schiera di preti

    STORIA DEI CIMITERI DI HĂLMAGIU

    scatta qui per trovare dati sui cimiteri di Halmagiu, dati accompagnati da immagini

       NOTE

             01. Marky Sandor, Arad varnege Arad szabad kiralyi varos tortenete Arad; 1895, vol. 1, pag. 443
             02. Virgil Vătăseanu. Istoria artei feudale în tările române, vol. I, arta în perioada dezvoltării feudalismului în tările române. Ed. Academiei R.P.R. Bucuresti, 1959, pag. 565.
             03 si 4. Nemzeti Tarasalkodo (1840) Zarandmegyo. Kolosvari, 6 februarie 1837 nr. 6, pag. 6, de Kerekes Mihaly.
             05. Alexandru Avram. Arhitectura romantică din Crisana. Muzeul Oradea 1969, pag. 55-56.
             06. Vasile Drăgut. Dictionar enciclopedic de artă medievală românească în revista Muzeelor si monumentelor. Monumente istorice si de artă nr. 2/1976, pag. 80.
             07. V. Eskenasy. Revista Ziridava. Arad nr. V/1975, Halmagiu, un sat medieval din Tara Crisului Alb (secolele XIV-XB) Consideratii.
             08. Silviu Dragomir. Istoria dezrobirii religioase a românilor din Ardeal în veacul al XVIII-lea, vol 1, pag 129, anexa nr. 80.
             09. Stefan Lupsa si Gheorghe Liviu. Istoria eparhiei Aradului, vol lI. Fasec 1, pag 42.Manuscris nr 119 în biblioteca Episcopiei ort. rom. din Arad.
             10. Semantismul istoric al diecezei Lugojului, anul 1903, pag. 404, 410.
             11. Informatia a fost primită de la Muntoiu (Tămas) Ionică, crâsnicul bisericii din Hălmagiu, în vârsta de 47 de ani.
             12. Traian Mager, Tinutul Hălmagiului, vol. I, pag. 92.
             13. Cronica bisericii din Hălmagiu, întocmită în anul 1907 de protopopul Cornel Lazăr, aflată în muzeul bisericesc din Hălmagiu, pag. 6 si 7.
             14. Pictura românească. Pictura românească în imagini. Vasile Drăgut, Vasile Florea, Dan Grogorescu si Maria Mihalache. Bucuresti, Editura Meridiane, 1976, pag. 124,125.
             15. idem pag. 25.
             16. 16.Informazione fornita dal protopop parroco di Hălmagiu, Petru Bejan, che ci ha mostrato anche l'iscrizione originale.
             17. idem.