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CHIESE DI HALMAGIU
Sul presente territorio di Hălmagiu, oltre le chiese attuali, sono ricordate le tracce di alcune vecchie chiese. La piů vecchia traccia segnalata č quella del cortile dell'attuale Ente Culturale dove si vede un rialzo sotto il quale giacciono rovine sulle quali sono piantati abeti. Alla fine del XIX secolo lo storiografo Marky Sandor scriveva:
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Per il restauro della pittura interna e la sistemazione del museo della chiesa si prega quelli che possono dare un aiuto finanziario di contattare direttamente la chiesa all'indirizzo :
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"Nel cortile di un signore (terriero n.n.) di Hălmagiu si possono vedere ancora e riconoscere chiaramente le rovine di una vecchia chiesa romena, che fu costruita in stile bizantino. L'altare era verso oriente e l'ingresso verso occidente. Il fatto stesso che fosse stata costruita in stile bizantino le dŕ un'etŕ anteriore al XIV secolo." (Vedi NOTA 1)
L'autore di questa segnalazione sosteneva che il lato della chiesa era di 27 metri in lunghezza, la larghezza interna di 9 m, lo spessore delle pareti di 80 cm e che essa rappresentava la sola chiesa di tipo bizantino nell'attuale territorio del distretto di Arad. Altre prove, né materiali, né scritte, si sono poi aggiunte. Non si sa quando e in quali circostanze fu distrutta. Per questo motivo la segnalazione di Marky Sandor fu posta in dubbio e persino osteggiata. (Vedi NOTA 2)
* [ voievod = nel medio evo indicava il sovrano della Valacchia (Tara Romaneasca) ] |
![]() Le rovine della chiesa e del castello |
![]() La Cripta |
![]() La chiesa "voievodala" |
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Gli scavi effettuati su quella altura, negli anni 1973/74, hanno portato alla luce una costruzione in pietra di alveo, di grandi dimensioni, con contrafforti, molto simile a una chiesa. Ma la chiesa piů vecchia esistente oggi č costruita nello stesso stile delle chiese dei comuni Ribita e Criscior, distretto Hunedoara, risalente con probabilitŕ al secolo XIV. Anche qui si sono effettuati grandi lavori per consolidare la costruzione, durante i quali si sono scoperti gli scheletri di sepolti all'interno e all'esterno della chiesa e anche nell'altare (sec. XVI), insieme ad oggetti e ornamenti di culto funerario. * [ iconostas = catapeteasma = nelle chiese ortodosse parete che separa il luogo dell'altare dal resto ]
La storiografia recente pone invece la data di costruzione della chiesa tra la fine del sec. XIV e l'inizio del sec. XV. (Vedi Nota 6)
* [ mitropolie = unitŕ amministrativa della chiesa ortodossa,
superiore all'episcopato e inferiore al patriarcato ]
"E ancora si trova in questa contrada fra i nostri abitanti non piccolo numero di anziani i quali nel tempo della incursione e del saccheggio e della vittoria turca, testimoniano, come uomini della nostra fede, che anche questa nostra chiesa sarebbe stata costruita da molto tempo immemorabile e sempre sarebbe rimasta intatta in mano nostra; almeno con molta cura e grande spesa l'avrebbero tenuta fino ad ora. I nostri "arhierei" "provoslavnici" la consacrarono con la loro funzione spirituale e con diritto come prima chiesa "vladiceasca" che hanno avuto in questo distretto, e anche in veritŕ si puň mostrare come una volta abbiamo dato ai turchi che si trovavano allora ad Ineu quattrocento talleri turchi, affinché non la rovinassero secondo il loro uso pagano, e ancor piů al comandante turco della rocca di Ineu che si chiamava Silgipasa. Un'altra volta, pregando di essere liberi di ricoprirla e di rinnovare la vecchia copertura abbiamo dato diciassette capri e quarantotto "ocŕ" di burro. E quando tra agitazioni e ristrettezze piů su ricordate l'abbiamo tenuta con l'aiuto di Dio questa nostra chiesa nemmeno sotto il giogo turco l'abbiamo perduta...".
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Le pareti della chiesa furono adornate con una bella pittura bizantino-paleologa simile a quelle delle chiese costruite nel secolo XIV del dipartimento di Hunedoara, con predominio del colore bruno rossiccio, con sfumature bianche, azzurre e verdi. Sopra questa pittura originale se n'č sovrapposta un'altra, attorno all'anno 1750, quindi, dopo il passaggio della chiesa agli uniati, la seconda pittura fu ricoperta con uno strato grosso di malta e con tinteggiatura, lasciando la chiesa senza alcun ornamento. |
![]() Pittura in stato avanzato di degradazione |
![]() Vaghe impronte dell'affresco che adornava le pareti |
![]() Pittura |
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Della serie di figure che hanno adornato l'interno della chiesa si sono conservate solo alcune in miglior stato fra le quali due alle finestre che volgono a mezzogiorno e una sulla parete verso mezzanotte. Questa rappresenta due giovani che dedicano la chiesa alla vergine Maria, patrona della chiesa, come Dormizione della Madre del Signore. L'uomo č dipinto con un mantello azzurro mentre la donna con un mantello giallo dorato. Si crede che questi fossero i fondatori della chiesa. |
![]() L'interno della chiesa attuale |
![]() Il Giudizio universale |
![]() L'interno della chiesa ortodossa |
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LA CHIESA ATTUALE
In seguito alla disposizione dell'imperatrice Maria Teresa di consegnare la vecchia chiesa agli uniati, non rimase nient'altro da fare agli ortodossi, in quei tempi veramente difficili, che costruire un'altra chiesa. Cosě tra gli anni 1755-1757, gli halmageni e i lestioreni, insieme con i mercanti ANDREI, IACUBOVICI, sua moglie MARIA, con il "cneaz" STEFAN (ISTOC) PIRVA, costruirono la chiesa attuale.
* [ cnezat = nel medio evo, forma di organizzazione politica di tipo statale, fondata sull'autoritŕ
di un cneaz ]
Ma, siccome ogni chiesa ha la sua leggenda, anche questa ha la seguente:
"Si dice che la mattina di Pasqua dell'anno 1755, volendo gli ortodossi festeggiare la risurrezione e non sapendo dove andare si diressero verso il cimitero, che si apriva nel luogo della chiesa attuale. Quella mattina il "cneaz" Stefan Pârva scorse una fiamma azzurra sopra un luogo. La credenza popolare di quel tempo era che nella mattina della risurrezione bruciassero i tesori nascosti sotto terra, con fiamma azzurra e chi fosse stato degno di vedere tale fiamma, giungendo al luogo dove ardeva, prima che si spegnesse la fiamma azzurra avrebbe trovato il tesoro. Con questi soldi e con quelli dei due commercianti č incominciata la costruzione della chiesa attuale." (Vedi NOTA 11)
Testimonianze scritte del fatto che costoro sono i fondatori della chiesa si trovano anche nel suo interno, precisamente sulla parete sinistra del Naos; dopo la messa a nudo della pittura originale nell'anno 1967 si č trovata dipinta una croce con la seguente iscrizione in lettere cirilliche: "Qui riposa il servo di Dio Istoc Pîrva morto nell'anno 1756". L'iscrizione e la croce si possono vedere anche oggi. Sempre su quella parete c'erano anche due croci dipinte ma le loro iscrizioni furono distrutte nel momento del distacco dello strato di malta che le ricopriva. Nell'altare, sulla parete sinistra della "proscomidia", era fissata una lastra bianca con il seguente testo scritto con lettere cirilliche e latine: "A RICORDO DEI FONDATORI ANDREI IACUBOVICI E SUA MOGLIE MARIA E ISTOC PÎRVA 1757." Anche questa lastra fu distrutta per disattenzione. Queste iscrizioni dimostrano, senz'ombra di dubbio, che nel momento in cui furono fatte e furono sepolti quei defunti, la chiesa era giŕ costruita.
* [ proscomidia = luogo e parte della liturgia dove il sacerdote prepara il pane e il vino ]
Ma esistono altre prove che confermano i nomi dei fondatori: sotto gli scranni della parte sinistra del Naos c'č la tomba di Andrei Iacubovici, deceduto nell'anno 1766, poi quella di sua moglie Maria, sotto l'armadio dei tutori; invece le iscrizioni fatte sugli scranni di quella parte del Naos sono scomparse nell'anno 1940, quando fu sostituito l'intero mobilio vecchio della chiesa (vedi NOTA 12). All'esterno dell'altare si vede dipinta una croce sulla parete in ricordo del "servo di Dio PETRU" e sulla parete esterna verso mezzogiorno sono dipinte anche cinque croci, incluse iscrizioni con lettere cirilliche difficili da decifrare. * [sindrila = tavoletta di legno di abete, sottile e stretta ]
All'inizio la chiesa fu ricoperta con "sindrile", mentre il campanile con tavole, secondo le consegne del "protopop" Cornel Lazăr, ma dall'anno 1896 la copertura di "sindrile" fu sostituita con tavole sull'intera chiesa. (vedi NOTA 13). Ancora non sappiamo per iniziativa di chi, ma nell'anno 1867 la chiesa fu sottoposta a un grande rinnovamento, con la quale occasione le pareti furono alzate di 80 cm, le porte e le finestre furono ingrandite, ma con la distruzione della volta si perse anche la pittura che probabilmente c'era sopra. In quell'occasione si č costruito il "coro", sostenuto in mezzo da un pilastro di ferro con quattro spigoli, lavorato da fabbri del posto. Sulla pittura fatta dai maestri Gherghe e Radu si stese uno strato di malta, ad eccezione di quella sull'iconostasi, eseguita nello stile bizantino, sulla quale si sovrappose una pittura ad olio, eseguita nello stile classico decadente. |
![]() Proscomidia |
![]() Porta della chiesa |
![]() Pittura |
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La pittura iniziale
In seguito allo scoprimento degli affreschi, come conseguenza dell'azione intrapresa dal "protopop" parroco Petru Bejan (nell'anno 1967) si č costatato che l'arrangiamento iconografico č fatto secondo l'uso della chiesa ortodossa. * [ chenar = margine colorato di una superficie ]
La galleria inferiore č formata dalle figure dei santi, degli uomini pii, degli "arhierei" e dei martiri. Lo zoccolo della chiesa, tutto intorno, ha un "chenar" fino all'altezza di 80 cm, che rappresenta linee spezzate di colore rosso, bianco e nero. Sulle pareti ad occidente, nel pronao, sono dipinti due quadri che rappresentano, uno l'inferno, l'altro il paradiso. * [ tâmplă = iconostasi ]
La pittura sull'iconostasi fu fatta insieme a quella delle pareti laterali, ma invece di ricoprirla con la malta, nel secolo scorso vi si sovrappose una pittura ad olio che si vede a tutt'oggi. Il lavoro si fece nell'anno 1867 con la spesa dell'onorato fondatore IOAN SABAU, come si puň leggere sulla parete vicino alla porta sinistra di entrata all'altare. E' eseguita in medaglioni rettangolari che sembrano incollati alla parete dell'iconostasi, mentre lo spazio fra essi č dipinto con colore semplice ad olio ad imitazione del marmo.
"Data la qualitŕ artistica degli affreschi dell'interno della chiesa e delle pitture sull'iconostasi, la chiesa della "Nascita della Madre di Dio" di Hălmagiu acquista un'importanza particolare. La mano sapiente del restauratore porterŕ alla luce le vecchie pitture, che stanno per ora nascoste sotto lo strato di malta e calce" (Vedi NOTA 16)
La pittura sulla volta
Nel preventivo fatto dal pittore restauratore Avachiaan Arution di Bucarest e firmato dal pittore restauratore Stoica Nicolae, era previsto che dopo la liberazione degli affreschi dallo strato di malta, si eseguisse sulla volta una pittura "a tempera". In seguito a queste disposizioni, nell'autunno del 1970 si eseguě una pittura anche sulla volta della chiesa. Il lavoro fu fatto in stile bizantino, con ombre e linee ridotte per non mettere in ombra gli affreschi delle pareti laterali. L'autore della pittura č Trăsculescu Gheorghe, în base all'autorizzazione ricevuta da parte della Commissione di pittura ecclesiastica, con avviso nr. 1470/17 febbraio 1970 della Direzione dei monumenti storici. Bisogna osservare il fatto che la pittura della volta riproduce, in modo inutile, molte scene che si trovano anche sulle pareti laterali, ma i materiali con cui si č lavorato sono di qualitŕ scadente cosicché attualmente sono apparse screpolature e persino distacchi della pittura. E' necessario rifare le pitture sulla volta, nella quale occasione bisogna restaurare anche le pitture delle pareti laterali. |
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I protopopi della chiesa ortodossa di Hălmagiu
Incominciando con il secolo XVIII i "protopopi" della chiesa ortodossa di Hălmagiu hanno svolto anche un grande ruolo nazionale, essendo le sole guide della popolazione oppressa dalla dominazione straniera, dopo la scomparsa dei "cnezati" e l'instaurazione del potere austriaco in questi luoghi, e poi hanno patrocinato le scuole nel "protopopiato" retto da loro, svolgendo anche la funzione di ispettori scolastici. |
![]() Stefan Bogdan 1962 |
![]() Petru Bejan |
![]() Iosiv Boita 1974 |
![]() Viorel Nan si familia |
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Preoti parohi
Accanto ai "protopopi" la chiesa ortodossa di Hălmagiu ha avuto anche diaconi cerimoniali, fra i quali il piů vecchio conosciuto dai documenti fu Ioane Varga, ricordato nell'anno 1851, essendo anche maestro. E' seguito Arsenie Târcus, prete nel villaggio Leasa e diacono cerimoniale ad Hălmagiu fino all'anno 1902 quando fu sostituito da Eneia Joldea, fino al decesso dell' 8 febbraio 1938. Con lui si chiuse la serie dei diaconi.
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Del secolo XIX si trovano poi le seguenti pubblicazioni:
Apostoli, 1808, Propovedanii la îmormântarea oamenilor morti, 1837, Ceaslovul, 1853, Tâlcuirea evangheliilor, 1833, Cuvăntări bisericesti, 1847, Mineiele, IV, V, VI, VII, 1854, Kiria Kodromion, 1855, Ohtoic, sec. XIX, Revista Bisericii Ortodoxe Române, 1891, Triodion, 1897, etc. |
![]() Icone vecchie |
![]() Oggetti da museo |
![]() Il museo della chiesa in rinnovamento |
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Per mancanza di uno spazio piů grande che permetta l'esposizione degli oggetti in ordine d'importanza e di antichitŕ, dobbiamo salutare benevolmente la creazione di questo museo, su ispirazione del diligente "protopop" parroco Petru Bejan, museo che potrebbe essere completato con uno storico-etnografico di proporzioni piů grandi. |
![]() Uomini davanti alla chiesa |
![]() Consiglio parrocchiale 1967 |
![]() Schiera di preti |
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STORIA DEI CIMITERI DI HĂLMAGIU
scatta qui per trovare dati sui cimiteri di Halmagiu, dati accompagnati da immagini |
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NOTE
01. Marky Sandor, Arad varnege Arad szabad kiralyi varos tortenete Arad; 1895, vol. 1, pag. 443
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