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Intervista con
l'architetto TEODOR GHEORGHIU, Professore alla Facoltà di Costruzioni e Architettura
di Timisoara
( l'articolo è stato
tratto dal sito http://www.formula-as.ro)
Per molti stranieri, la
Romania è una miracolosa riserva di tradizioni e bellezze, che essi hanno
perduto nei loro paesi. Uno studente tedesco mi diceva che avrebbe dato
qualsiasi cosa per dormire nel cassone sul fieno, o per mungere le vacche e
strigliare i cavalli. Voleva polenta, burro da affioramento, panna nel vaso di
coccio, lenzuola di lino - tutto in una casa di legno. Cosa ci resta da fare,
signor architetto?
- Gli stranieri apprezzano quello che non hanno più e ci avvertono ad ogni
occasione di non fare gli errori che hanno fatto 50 anni fa. A loro piace il
profumo dei tempi andati e la semplicità naturale della vita rurale. A loro
piace l'architettura piena di buon senso delle nostre vecchie case, la loro
splendida composizione e le proporzioni armoniose, l'aspetto ecologico fino ai
più piccoli particolari della fattoria contadina dei Carpazi. Così come è
avvenuto sempre in relazione con le autorità internazionali, le quali sono
state obbligate a imporci leggi e restrizioni finanziarie e liberalizzazione
economica, credo che proprio questa autorità, l'Unione Europea, dovrebbe
imporre alla Romania regole strette di salvaguardia del proprio patrimonio
tradizionale. E' la sola via sicura da seguire con le nostre autorità e
non danneggerebbe se l'adesione stessa della Romania alla U.E. fosse
condizionata dal cambiamento dell'ottica di fronte alla tradizione.
reporter: ION LONGIN POPESCU
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